Progetto Keshe FIREs

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Keshe Fires Project

 Il Progetto Keshe FIREs è un’idea di Francesco Pandolfi Balbi nata nel corso della stesura del romanzo Nulla mai finisce, evolutasi nel concreto con il Progetto FIRE e approdata alla forma attuale grazie all’adattamento di quest’ultimo all’assetto sociale emergente grazie alla Tecnologia Keshe.
Se la condividi sei liberissimo/a di applicarla e svilupparla nel tuo mondo.

Progetto FIRE
Esegui il test, verifica se sei FIRE anche tu!

Le idee e le opinioni separano le persone,
le buone emozioni e la gratitudine le uniscono e sviluppano abbondanza.
Grazie anche alla conoscenza donataci da Mehran Keshe, l’Umanità sta risorgendo.
Il Progetto Keshe FIREs è nato per coordinarne la Tecnologia insieme alla consapevolezza umana
al fine di accelerare la diffusione di grazia, bellezza, armonia e abbondanza.

PROGETTO KESHE FIRES – BOZZA INIZIALE
Ultima revisione: 24/01/2017

E’ sotto esame la possibilità di costituire punti di riferimento fisici mobili e gruppi organizzati di persone (Keshe FIREs collettivi) che possano agire orizzontalmente come centri di coordinamento per la trasmissione, l’insegnamento, la produzione e la ricerca correlate alla Tecnologia Keshe e alla sempre più diffusa necessità umana di recuperare i valori e le modalità proprie della Natura.
Ogni tipo di gerarchia è abolito a vantaggio di sinergie d’ogni ordine e grado.
Esiste un’unica Associazione Keshe FIREs iscrivendosi alla quale ciascun Membro sarà libero di collaborare con una o più Fire locali.
L’accettazione delle iscrizioni potrà essere soggetta a controlli di sicurezza.
Perché non cerchiamo di risolvere i problemi e puntiamo invece su un modello tutto nuovo? Semplicemente perché l’attenzione dirige l’energia e la volontà: se ci focalizzassimo sui problemi, non faremmo che alimentarli.

Indice

A) Motivazioni etiche
AA) Obiettivi e principi generali
B) Struttura
B-1) Assemblea generale
B-1.1) Il sistema di votazione/valutazione informatico
B-2) Corpo Insegnante
B-3) Collegio d’emergenza
C) Attività
C-1) Trasmissione
C-2) Insegnamento
C-3) Produzione e ricerca
C-4) Vendita
C-5) Coordinamento
D) Sedi e strutture per le Fire
E) Pratiche interiori consigliate

A) Motivazioni etiche

L’Uomo è l’unico animale che non viva più in sintonia con le forze della natura.

Questa dissociazione ha creato una proliferazione crescente di idee e preconcetti che inducono a loro volta separazione. Moltissime persone sono rinchiuse nella propria mente, hanno perso il contatto con la Madre di tutti gli esseri viventi.

Un sentimento semplice e puro di comunione con il Creato, tornato a emergere anche grazie alle scoperte del Dr. Keshe, è la base sulla quale poggia il Progetto Keshe FIREs, un’iniziativa destinata al successo poiché è naturale che tutti tornino spontaneamente a offrire il proprio contributo quando percepiscono il richiamo dello Spirito vitale che unisce tutte le creature.

Il Progetto Keshe FIREs intende restituire libero corso ai talenti inespressi delle persone facendo sì che possano coordinare le proprie energie e abilità allo scopo di rendere più piacevole e interessante l’esistenza di tutti.

Si comincia a ricostruire la ‘Società del futuro‘ basandosi sulle buone emozioni e, in primis, sul senso di gratitudine verso la vita che magicamente lenisce ogni dolore, ristabilisce il contatto con il Creato e trasforma l’esistenza in un’avventura entusiasmante.

Siamo all’inizio di una nuova epoca nella quale l’Uomo torna a farsi guidare dalla saggezza dei propri sentimenti.

Nelle Keshe Fire si torna a dare valore e ad amare l’unicità di qualsiasi essere vivente. La si valorizza, la si protegge e non si smette mai di restare incantati di fronte alle sue espressioni.

Stiamo parlando di tornare a condurre un’esistenza emotivamente, socialmente e creativamente diversa, e anche di rendere migliori la società e l’ambiente semplicemente coordinando le nostre quotidianità così come già sono e riscoprendo la complicità che unisce istintivamente chiunque non accetti il crescente isolamento dell’Uomo dal resto del Creato.

La forza motrice del Progetto è basata sul rispetto e sull’amore per la vita, che si esprimono socialmente nell’etica della reciprocità.

Ci si basa, quindi, su un’emozione di fondo, per nulla su elementi mentali e ideologici. Poiché le convinzioni creano separazione e le buone emozioni unità, il focus è opportunamente puntato su queste ultime, nello specifico su quelle che accomunano chiunque percepisca dentro di sé la magnificenza della vita e provi il costante impulso a proteggerla e sperimentarla.

Riconoscersi membri ideali delle Keshe Fire significa perciò proseguire la propria esistenza con i valori di sempre e il cuore più leggero essendo finalmente consapevoli che tanti piccoli orti ben curati possono comporre un unico, meraviglioso giardino. Oggi abbiamo tutti gli strumenti per farlo ed è nostro dovere agire per riportare l’Umanità al suo antico splendore.

Il margine di miglioramento sociale è inimmaginabile. In un contesto basato sulle buone emozioni non per regola, ma per semplice natura, avere idee diverse non causa contrasti. Costituisce, invece, un valore aggiunto preziosissimo che tutti possono utilizzare per costruire evoluzione.

Le differenze generano ricchezza. Per questo è opportuno astenersi dal giudicare le diversità e concentrarsi sui modi migliori di collaborare per costruire piacevolmente bellezza.

Poiché sono il pensiero e la volontà a modificare l’ambiente, è nostra intenzione tornare a dare impulso alla parte dell’interiorità che imprime la spinta evolutiva all’intero sistema Uomo: l’EMOZIONE propositiva.

E’ la stessa componente che rende le persone vitali e imprevedibili, la fonte dalla quale sgorgano spontanei l’entusiasmo, la creatività, il sorriso e l’insofferenza per ogni regola imposta.

Se lavori incondizionatamente per la vita ottieni accesso a tutta la sua forza, e se trovi il modo di fare tutto ciò insieme alle persone che senti fortemente simili… quanta felicità potrai riuscire a contenere?!

L’obiettivo è fare sentendosi realizzati (come spensieratamente fanno i bambini) nello sviluppare progetti di abbondanza e di bellezza, una bellezza che sarà a disposizione di tutti e in ogni istante sarà capace di migliorare il nostro mondo.

Il Progetto non si rivolge a tutti indistintamente. I suoi primi interlocutori elettivi sono coloro che solo donando il meglio riescono a dare un significato alla propria vita e indagano da sempre il senso dell’esistenza senza mai arrendersi alle visioni predigerite dal sistema.

Ecco a cosa serve il Progetto Keshe FIREs: far ritrovare l’entusiasmo e la fiducia in se stessi e negli altri, spingere a VIVERE ogni istante al massimo sia quando si è da soli, sia quando ci si ritrova con individui che condividono i medesimi intenti… il tutto sviluppando la Tecnologia MaGravS in ogni parte del mondo con l’effetto immediato di migliorare la qualità della vita di tutti.

Ora che sappiamo come funziona la natura, possiamo creare bellezza e armonia, viverci dentro e seminarle nel mondo in modo molto più efficace. Così coltivare la gratitudine, pensare con rispetto, amare il cambiamento, dedicare alla vita ogni gesto e pensiero possono tornare a essere obiettivi prioritari per tutti.

Ci avvarremo della rete e della tecnologia per scopi organizzativi: il territorio sul quale vogliamo agire è quello reale.

Aderendo al Progetto Keshe FIREs non si dà energia a qualcosa che appartiene ad altri, la si dà a una cosa propria che appartiene a tutti. Il potere più inarrestabile e incontrastabile risiede nel sentimento di gratitudine e di appartenenza alla vita che milioni di persone provano in questo stesso momento. Rientra nell’armonia della quale eri parte intregrante quando arrivasti in questo mondo!

L’idea è semplice ed efficace come una lente (il Progetto) che concentri i raggi del sole (la volontà e l’energia che vivono in tutti noi) in un unico punto infuocato (le Keshe Fire, ovvero l’inizio della Società del futuro).

AA) Obiettivi e principi generali

A-1. La natura olografica dell’esistenza fa sì che ciascuna entità dotata di Coscienza contribuisca insieme a tutte le altre a comporre il mosaico della verità assoluta mediante il proprio punto di vista e la propria esperienza. Ciascuno perciò ‘possiede’ una parte di verità ed è libero di costruirla con responsabilità o replicarla sulla base di modelli esterni. Il primo obiettivo del Progetto Keshe FIREs è proporre il ritorno a una gestione autonoma dell’esistenza basato sullo sviluppo progressivo dei seguenti elementi:

AA-1a) la valorizzazione dell’esperienza personale a scapito dell’informazione di massa (e quindi di qualsiasi tipo di schieramento);

AA-1b) la consapevolezza che la vita è movimento, novità e trasformazione, e che perciò la maggior parte dei giudizi basati sulle esperienze pregresse può ostacolare la naturale evoluzione degli eventi;

AA-1c) la pratica consapevole, costante e capillare sia del giudizio autonomo che della scelta;

AA-1d) l’assunzione della piena padronanza e responsabilità del proprio punto di vista;

AA-1e) la fiducia e la sinergia tra gli esseri viventi;

AA-1f) l’uso intelligente delle risorse, che vengono dedicate a costruire nuovi equilibri anziché combatterne di vecchi;

AA-1g) l’abitudine alla grazia, che si sperimenta quando tutte le componenti dell’interiorità umana sono in armonia e rendono semplice e piacevole compiere azioni altrimenti irrealizzabili.

La propria sfera vitale è l’unica dimensione sulla quale ciascuno abbia in ogni istante della propria vita pieno potere di percezione, giudizio e azione, perciò è l’unica della quale abbia senso prendersi cura allo scopo di migliorare la condizione individuale, quella delle persone che ci circondano e, di conseguenza, quella della globalità. In altre parole, se ciascuno pensa esclusivamente a curare il proprio orto restando intimamente connesso con il Creato, il mondo tende a diventare un unico, grande giardino.

Possiamo cominciare a sostituire il concetto di lavoro con quello di ruolo, che non ha nulla a che vedere con direttive imposte dall’esterno e può rappresentare l’attuazione della propria scelta di vita;

AA-2. coltivare e diffondere il rispetto profondo:

AA-2a) per la vita, il benessere, la ricerca della gioia, il punto di vista e le modalità espressive di ciascun essere vivente;

AA-2b) per il diritto alla riflessione, al silenzio e all’uso libero e ponderato della più ampia varietà di forme di comunicazione (in onore all’arte, all’inventiva e alla diversità che è madre di ogni progresso);

AA-2c) per gli errori commessi da chiunque nel tentativo volenteroso di migliorare se stesso e il mondo circostante;

AA-2d) per qualsiasi forma di comunicazione, che è la manifestazione dell’umano potere di modificare l’altrui sfera vitale.

E’ di radicale importanza tornare progressivamente a coltivare con leggerezza l’abitudine di ponderare i pensieri, le sensazioni e le emozioni ‘mettendoli d’accordo’ ed emettendo verso gli altri segnali quanto possibile chiari e coerenti.

Essendo il rumore insito in qualsiasi sistema di comunicazione, la perfezione in questo senso è impossibile. Come sempre, ciò che conta non è raggiungere il risultato perfetto, ma permanere nello stato di grazia che, lungo il viaggio dell’esistenza, emerge dai passi mossi con spirito giocoso e consapevole.

Queste emissioni sono le orme che imprimiamo a fuoco sulla pelle della vita, sono il nostro contributo all’esistenza.

Il sistema nel quale viviamo emette un costante invito all’ignavia, tuttavia non c’è nulla di più sacro e importante di ciò che – consapevolmente o meno – formiamo nelle nostre menti e proiettiamo nel mondo.

Ecco perché incoraggiamo la frequentazione della natura e del silenzio allo scopo di riconoscerne il modello universale e risintonizzarsi su di esso, magari tornando a impadronirsi delle forme di comunicazione geneticamente radicate in profondità nell’Uomo come in moltissime altre forme di vita animale.

Il silenzio è qui inteso come rispetto e cura della lungimiranza: in assenza di suoni e di ostacoli visivi (questi ultimi sono il rumore degli occhi) si può guardare molto in lontananza e percepire sfumature di realtà altrimenti irraggiungibili.

Mai come oggi per l’uomo è stato importante percepire ciò che lo circonda. Ciò gli sta permettendo di creare nuovi equilibri.

AA-3. Le Keshe Fire nascono anche per creare fulcri aggregativi messi a disposizione di coloro che hanno consapevolmente scelto di curarsi del pensiero e delle piccole azioni quotidiane; loro obiettivo principale resta comunque l’invito, rivolto a tutte le popolazioni del mondo, ad agire per recuperare la propria umanità e mettere in pratica questi principi nelle piccole azioni di tutti i giorni. Gestendo questo intento con intelligenza, oculatezza e senso pratico sarà possibile innescare il ritorno spontaneo a valori più consoni alla psicologia umana naturale e creare una spinta diffusa verso l’armonia.

E’ sempre più opportuno il ritorno all’essenza, al semplice e al naturale. Questo periodo di crisi e decadenza offre, tra i tanti disagi, un aiuto concreto al fine di liberarsi di priorità e abitudini create dal consumismo per tornare a valori più concreti e centrali, relativi a un’esistenza più consona all’Uomo. L’atteggiamento di fondo si sposta dal rifiuto alla sostituzione consapevole e progressiva dei valori acquisiti dall’esterno con posizioni più armoniose in quanto scelte in autonomia, in collaborazione e con responsabilità.

Ricordiamoci che a creare qualsiasi entità esistente è il pensiero e noi uomini pensiamo costantemente. Perciò, tutti insieme, abbiamo l’enorme responsabilità dell’andamento del mondo.

Il pensiero indotto e/o disordinato crea spontaneamente disarmonia.

Il pensiero gestito e/o ordinato crea spontaneamente bellezza e armonia.

Le emozioni vanno riconosciute e vissute, non subite.

La ragione va usata con intelligenza (che è tutt’altra cosa)… non subita.

B) Struttura

Gli obiettivi sono la diffusione della Tecnologia Keshe e il ritorno dell’Umanità all’antico stato di splendore, il tutto in modo veloce, capillare ed etico.

Nel nome dell’uguaglianza e dell’inattaccabilità da parte del ‘sistema’, la struttura ha connotazioni essenzialmente orizzontali e, ove possibile, lascia aperta la via a più possibilità di scelta.

Questi gli organi.

B-1) Assemblea Generale

Tutte le decisioni vengono prese per maggioranza dall’Assemblea Generale dei Membri (d’ora innanzi definita ‘Assemblea’), che si riunisce e delibera fisicamente o da remoto mediante l’utilizzo di strumenti informatici.

In seno all’Assemblea tutti sono uguali e il voto di chiunque ha la medesima importanza qualsiasi ruolo venga ricoperto dai Membri, anche se appartenente agli organi ‘Corpo insegnante’ o ‘Collegio d’emergenza’.

L’Assemblea personifica la saggezza dell’Umanità esercitando i principi naturali di maggioranza, uguaglianza ed equilibrio.

B-1.1) Il sistema di votazione/valutazione informatico

Al fine di limitare con efficacia e velocità i danni causati dall’eventuale infiltrazione di elementi di disturbo (intenzionali e non) e comunque in nome della saggezza insita nell’Umanità, il sistema informatico nazionale centralizzato che viene usato per coordinare le decisioni dell’Assemblea invierà via e-mail a tutti i membri con cadenza casuale una richiesta di valutazione (massimo cinque caratteristiche con punteggio da 0 a 10) di uno o più Membri presi a caso dalla lista generale degli iscritti qualsiasi ne sia il ruolo in seno al Progetto (Membro, Insegnante, Membro del Collegio d’emergenza, Produttore, Ospitante, Venditore, Coordinatore).

Tutti i Membri saranno stati opportunamente informati sulla centralità di questo strumento e sulla responsabilità che eserciteranno utilizzandolo, ricordando anche loro che le condizioni e le persone maggiormente sono vitali, più velocemente evolvono. Sarà quindi molto importante invitare costantemente i Membri a esercitare il proprio discernimento tenendo in considerazione le esperienze più recenti e cercando di distaccarsi da quelle cronologicamente remote, peraltro valutando la costruttività e la positività dei candidati, non la loro simpatia.

Un sistema di questo tipo assolve perfettamente il compito d’individuare ed espellere in modo democratico, imparziale e impersonale gli elementi di disturbo. Ciascuno potrà perciò concentrarsi sulla fiducia reciproca e sull’armonia e la bellezza che sempre ne conseguono.

I voti non pervenuti non hanno valore. Nel caso in cui il rapporto tra la somma dei punteggi e il numero dei votanti sia inferiore a un livello da stabilire, il caso verrà immediatamente sottoposto al Collegio d’emergenza ai fini della revisione della posizione della persona interessata sino all’espulsione per i casi più gravi.

Ogni due mesi alle cinque persone che avranno ricevuto le valutazioni più alte nell’arco degli ultimi sei mesi verrà chiesto di diventare membri del Collegio d’emergenza (vedi di seguito al punto B-3). In caso di diniego la richiesta verrà inoltrata ai successivi nomi della ‘lista di qualità’.

La pratica di tale sistema di valutazione verrà chiaramente segnalata a chiunque faccia richiesta d’ingresso nelle Fire in modo da filtrare immediatamente le persone malintenzionate o non veramente intenzionate ad agire magneticamente. Oltre ciò, vista la frequenza casuale delle richieste di valutazione, sarà favorito il mantenimento da parte di tutti i Membri di una costante, positiva focalizzazione sugli scopi da raggiungere.

B-2) Corpo insegnante

Si occupa di diffondere la conoscenza della Tecnologia Keshe e di controllare la qualità dei dispositivi la cui produzione è coordinata dalle diverse Fire.

Gli insegnanti vengono formati e operano sulla base del sistema ideato dal Sig. Fahrad Amini. In più, considerata la loro competenza, hanno incarico di controllare costantemente la qualità dei dispositivi ufficiali Kf la cui produzione viene coordinata dalle diverse Fire.

B-3) Collegio d’emergenza

E’ composto daicinque membri eletti mediante il sistema indicato al punto B-1.1 e trae decisioni per maggioranza intervenendo in aiuto dell’Assemblea ogni volta che questa deliberi di farne richiesta.

In casi eccezionali può accogliere, ove se ne ravvisino valide motivazioni e comunque su proposta di un minimo di cinque persone, la richiesta di far esprimere l’Assemblea tramite il sistema di votazione/valutazione su una o più persone specifiche.

Il Collegio d’emergenza è l’unico e diretto referente e controllore del sistema informatico centrale e del sistema di valutazione casuale.

Il suo giudizio è insindacabile e improrogabile. I cinque Membri hanno un ruolo di servizio e sono sottoposti come chiunque altro alle decisioni dell’Assemblea e al sistema delle valutazioni casuali.

C) Attività

C-1) Trasmissione

Il ruolo primario delle Fire èla capillare e costante opera di trasmissione dei valori descritti nella sezione A con particolare riferimento alla fiducia nella Vita e nell’Uomo. Non ci riferiamo alla mera opera di ‘informazione’, l’etimologia della quale è ‘dare forma, dare struttura, dare nozione, dare idea’ in quanto l’intento è stimolare l’umana indipendenza e creatività, non l’indottrinamento.

Ciascun Uomo torni a scegliere la propria realtà individuale, le dia fiducia, se ne assuma la piena responsabilità e la trasmetta al mondo riscoprendo il linguaggio universale della Coscienza conosciuto da tutte le forme di vita del Creato libere dalla schiavitù della mente.

Sinergie d’ogni tipo ne verranno naturalmente alimentate e andranno a comporre un fertile stato di disponibilità interiore, funzionale alla veloce e capillare diffusione dell’insegnamento della Tecnologia Keshe.

Mezzi usati per la diffusione: incontri dimostrativi e passaparola, invito alla prova dei dispositivi Kf e a partecipare ai corsi d’insegnamento, uso equilibrato dei normali canali informatici.

C-2) Insegnamento

E’ strutturato sul format ideato in Germania dal gruppo di Farhad Amini.

Gli Insegnanti sono soggetti come qualunque altro membro al sistema di valutazione ‘casuale’ dell’Assemblea generale (punto B-1.1).

Ove ve ne siano, i corrispettivi percepiti dall’Insegnante sino all’instaurazione della Gold Evolution saranno proporzionali al punteggio di qualità rilevato mediante il sistema di valutazione casuale (punto B-1.1).

L’Insegnante non può ricoprire contemporaneamente il ruolo di Produttore, ma può richiedere all’Associazione di essere istruito, autorizzato e indennizzato per controllare la qualità della produzione che avviene nelle Fire che gli verranno assegnate.

C-3) Produzione e ricerca

Chiunque abbia frequentato i corsi d’insegnamento necessari può, superando un apposito esame e utilizzando le proprie strutture, iniziare a produrre dispositivi Kf ufficiali seguendo le modalità costruttive ufficiali, entrando nel programma di produzione Kf e contrassegnando il prodotto con il proprio ID.

Qualunque Produttore riconosciuto produca dispositivi ufficiali apportando modifiche personali verrà immediatamente espulso non tanto per ragioni economiche, ma perché avrà agito potenzialmente contro l’Umanità e in modo contrario all’etica avendo messo in pericolo altre persone e/o ostacolato la già delicata diffusione di una Tecnologia che funziona solo se usata seguendo le indicazioni ufficiali.

Chiunque è invitato a sperimentare la Tecnologia Keshe con avvedutezza e senso di responsabilità testando le proprie ‘deviazioni’ dagli insegnamenti ufficiali con prudenza e solo su se stesso prima di procedere prudentemente al dono ad altre persone e all’informazione delle stesse sui rischi legati all’uso sconsiderato. Per questa ragione, entrando nelle Fire, ci s’impegna a non vendere mai per proprio conto dispositivi prodotti in autonomia, ma solo a donarli con molta prudenza.

Tale capillare diffusione della produzione (orizzontalità) ne comporta l’inattaccabilità, l’abbondanza per i molti volenterosi, una diffusione velocissima e l’indipendenza dalle regole della grande produzione.

Resta da valutare l’impatto in termini organizzativi. E’ impensabile eseguire il controllo qualità chiedendo al Produttore d’inviare un campione. Il Produttore dovrà essere disposto ad accettare in qualsiasi momento ispezioni da parte degli Insegnanti incaricati del controllo qualità o, in alternativa, inviare tutto il prodotto alla Fondazione che provvederà a effettuare controlli a campione nella propria sede.

I Produttori sono soggetti al sistema di valutazione ‘casuale’ dell’Assemblea generale come qualsiasi altro membro (punto B-1.1).

Un Produttore non può ricoprire contemporaneamente il ruolo d’Insegnante.

C-4) Vendita

Fino alla Gold Evolution qualunque Membro dell’Associazione Keshe FIREs percepirà una percentuale sulle vendite di dispositivi ufficiali effettuate. Sostenendo un esame la percentuale sulle vendite viene incrementata. Potrebbe essere saggio prendere a modello uno dei format del multilevel marketing, caso nel quale sarà probabilmente necessario inserire ‘capi area’ che coordinino le vendite percependo a loro volta una percentuale.

La vendita da parte di chiunque di dispositivi non ufficiali prevede l’immediata e insindacabile espulsione automatica dall’Associazione.

C-5) Coordinamento

In questa branca di attività rientrano tutte le figure che si occupano di logistica e coordinamento. Ciascuna opera secondo le proprie abilità e inclinazioni. L’esercizio di queste attività non prevede l’inserimento in gerarchie locali o nazionali essendo gli unici organi previsti quelli indicati nei punti B-1, B-2, B-3. L’organizzazione ha luogo a titolo volontario e per il bene comune.

In caso di problemi di difficile soluzione una Fire potrà comunque fare richiesta al Collegio d’emergenza di designare, sulla base dei risultati di qualità raccolti dal sistema di valutazione assembleare, una persona interna alla Fire che abbia il pieno potere di agire provvisoriamente al fine di risolvere la situazione specifica.

D) Sedi e strutture per le Fire

Se non possiedi nulla non devi proteggere nulla.

Anche in questo caso la parola d’ordine è orizzontalità.

Disporre di sedi non vincolanti, intercambiabili e di proprietà di chi volontariamente scelga di mettere la propria struttura a disposizione di una Fire permette libertà di movimento e cambiamenti rapidi, perciò versatilità e anonimità.

E’ possibile impiantare velocemente nuove Fire presso strutture ricettive preesistenti e sensibili alla mission. In tal caso la proprietà della struttura devolve gratuitamente i locali necessari agli incontri e al funzionamento di base della Fire (per altre esigenze è permesso concordare un corrispettivo) riservandosi ogni introito relativo all’ospitalità e ai servizi richiesti dagli avventori sia nei giorni di normale attività che durante i corsi. In tal modo l’entità Ospitante (d’ora innanzi definita ‘Ospitante’) segue il proprio impulso creativo e collaborativo incrementando il proprio giro d’affari e ottenendo pubblicità gratuita e una rara identificazione di qualità.

A tutti gli Ospitanti si consiglierà caldamente il non uso di cadaveri e dei loro derivati allo scopo di sfamare le persone, provvedendo invece a stimolare una cultura della qualità e del rispetto per la Vita e per se stessi. I fratelli animali sono molto spesso l’unico tramite tra l’Uomo e il Creato. Il loro aiuto è silenzioso quanto fondamentale: ci donano la forza e la consapevolezza che avremmo a volontà se seguissimo ancora le leggi della Natura.

Verrà raccomandato l’uso di qualsiasi dispositivo Kf ufficiale che abbia a che fare con la produzione e il miglioramento qualitativo del cibo e dell’acqua. Si consiglia in ogni caso l’uso di cibo vivo (crudo) preparato in silenzio e con gioia.

L’Ospitante può ricoprire anche il ruolo d’Insegnante o di Produttore, ma non può accampare alcun diritto d’esclusività: altre Fire potranno nascere nelle aree circostanti se ve ne sono le condizioni. Potrà comunque richiedere in qualsiasi momento tramite raccomandata la restituzione dei locali usati dalla Fire e la Fire dovrà liberarli entro 30 giorni dalla richiesta.

Le sedi delle Fire figurano nella lista dei Membri alla stessa stregua di qualunque persona fisica e sono quindi soggette al sistema di valutazione ‘casuale’ dell’Assemblea generale (punto B-1.1).

E) Pratiche interiori consigliate

Iniziale eliminazione dalla propria ‘idea del mondo’ del maggior numero possibile di concetti acquisiti dall’esterno -> rieducazione del pensiero tramite ascolto del mondo naturale e delle proprie reazioni a esso -> riesame ed eventuale riapprovazione dei propri valori più importanti -> presa di coscienza che si è già ‘OK’ così come si è -> inizio della ricostruzione del proprio punto di vista.

Condivisione rispettosa dei propri pensieri e intuizioni più importanti allo scopo di stimolare l’inventiva e la collaborazione e contribuire al miglioramento del pensiero della collettività. Si mette a disposizione tutto il meglio di sé.

Ritorno a un’esistenza semplice, che preveda e incoraggi la presenza della sola tecnologia autenticamente migliorativa per la qualità della vita. In questo senso sarebbe opportuno limitare tutte le soluzioni che ostacolino il naturale sviluppo delle facoltà e abilità umane e incoraggiare il ritorno all’uso di strumenti che favoriscano la piena autosufficienza della ‘macchina’ umana.

Uso consapevole della comunicazione e costante impegno nello studio e nel miglioramento delle capacità espressive allo scopo di abbattere le barriere generate dalla parola soprattutto parlata (no alla quantità, sì alla qualità).

Le persone si capiscono sempre meno e coltivano il litigio. Questa tendenza va invertita nel nome della convivenza e della collaborazione che, se adeguatamente gestite, possono tornare a essere piacevoli e costruttive. La pratica del silenzio più rispettoso e l’emissione di frasi ben formate e ponderate è perciò fortemente incoraggiata.

L’Uomo è un animale, l’unico che si sia staccato dal proprio ambiente naturale. Per rifondare e rendere piacevole e produttiva la sua esistenza occorre prima d’ogni altra cosa che torni a relazionarsi in modo semplice ed efficace con la magia del mondo dal quale proviene e al quale, volente o nolente, è costantemente e saldamente legato.

Viene praticata l’osservazione: del mondo esterno; del pensiero, delle emozioni e delle pulsioni interne; delle interazioni esterno/interno e viceversa. Questa è la fonte d’informazione incoraggiata e, di fatto, l’unica reale. Poiché ciascun essere umano dispone dei medesimi strumenti d’indagine (un corpo e una Coscienza), in accordo persino con la fisica quantistica possiamo tranquillamente sostenere che tutti sono detentori di un punto di vista e nessuno della verità. Il nostro scopo è formarci un’idea individuale (l’unica reale) e responsabile dell’essenza nostra e del mondo, e di essa assumerci la piena responsabilità.

L’unica dimensione della quale siamo responsabili, nella quale possiamo esercitare la nostra volontà per migliorare il mondo e nella quale possiamo vivere e crescere è, infatti, lo spazio vitale che ci circonda, il regno di nostra competenza sul quale possiamo direttamente intervenire. Tranne rare eccezioni, l’informazione proveniente dal mondo esterno è inutile e controproducente poiché riguarda eventi ed entità estranei al nostro spazio vitale e alla rosa delle nostre potenziali interazioni.

Si desidera essere promotori in primo luogo della gioia d’assaporare ogni sfumatura nel presente e, in secondo luogo, di evoluzione, acquisendo consapevolezza del contesto nel quale si vive, valutandolo, allenandosi a espandere nel tempo e nello spazio la propria capacità percettiva allo scopo di prendersene cura insieme ad altri per renderlo migliore. Solo in questo modo è possibile formare un modello che si riveli sensatamente proponibile all’esterno e solo in questo modo è possibile essere utili alla vita.

Tutto ciò può essere attuato in modo tale da non suscitare reazioni di rifiuto nel sistema. Si fa pubblicità, ma non si fa contro qualcosa: si fa a favore di valori antichi ed eterni, e di un sentimento di appartenenza alla vita che accomuna quasi tutti gli esseri umani. L’unico elemento sul quale, visti i tempi, sentiamo l’urgenza di mettere in guardia è: rinuncia al mondo delle menzogne, spegni la tv, fregatene delle ‘notizie’ e dell’opinione altrui se non servono a cambiare la tua realtà.

La vita non pone limiti (solo la mente umana è stata addestrata a farlo, ma per cambiare vita basta riprogrammarla) nel mettere risorse ed energia a disposizione di chiunque voglia coglierli e oggi li abbiamo finalmente in abbondanza grazie al Dr Keshe.

Ciascuna parola, così come ogni altra nostra manifestazione nel mondo, è sacra: lascia una traccia di ciò che siamo modificando l’ambiente e l’interiorità di altri esseri viventi. Il Progetto Keshe FIREs propone il recupero di questa consapevolezza attraverso il silenzio, il rispetto e l’attenzione per le proprie manifestazioni.

Il silenzio è molto più di una fuga dal caos. E’ il normale stato della natura, l’unico nel quale l’Uomo torni a percepire la vastità del mondo e a identificarsi con esso.

In presenza di un rumore intenso è quasi impossibile percepirne altri. Similmente accade alla vista: se sei circondato da palazzi o montagne, il tuo universo si restringe sino a soffocarti e l’unico appiglio per mantenersi in connessione con il Creato è guardare il cielo.

Non credere che tornare ad avere una percezione estesa del mondo come quella che avevi da bambino sia molto difficile: in genere basta eliminare gli ostacoli che la stanno limitando.

Silenzio, spazi aperti, predisposizione all’ascolto: non serve altro per riscoprire la magia dei nostri sensi e farne il punto di partenza per il ritorno a una dimensione umana antica, piacevole e sempre disponibile.

Il silenzio è la tovaglia sulla quale la vita apparecchia i suoi festini. L’Uomo è l’unico animale che ne sia rimasto un po’ al margine. Senza silenzio ci si sente compressi, isolati. Ecco perché, quando camminiamo nella natura, torniamo ad assaporarne la magia.

L’Uomo è sì la specie di vertice di questo pianeta, ma è anche una scimmia nuda che ha perso la tana e sta cercando di ritrovarla.

Abbiamo scritto qualcosa che non hai capito? Hai un’altra opinione? Vuoi condividere la tua esperienza? Scrivici 2 righe… il modulo per farlo è proprio in fondo a destra.

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Francesco Pandolfi Balbi

Sono un eremita estroverso. Mi comporto quasi sempre da onda, quasi mai da particella. Amo il silenzio, permette di spaziare con i sensi sin quasi all’infinito. Gli ho dedicato un intero sito. Indago sulle grandi domande di sempre e ho delle risposte. Mie, organiche, discutibili come ogni altra. Metto a frutto i miei giorni per comprendere. E’ un gioco di quelli ‘bambini’ che mi assorbe totalmente. Cerco sempre di condividerlo con chi sento sulla mia stessa lunghezza d’onda. Infatti, per illuminarmi la via, ho sempre usato tre lanterne: la bellezzal’armonial’amore per la condivisione. Mi piace assumermi la responsabilità del mio punto di vista e agisco per creare equilibrio. Ecco perché, tra le altre cose, scrivo libri e, attraverso il sito MAGRAVS Italia, cerco di far conoscere la tecnologia Keshe… una cosa pazzesca che sta cambiando il mondo… Di me parlo anche in questa pagina.

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